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Postato on apr 8, 2014 in Italia, video | 0 commenti

Nerano l’antenna contestata vestita di “Palme”. Dopo Positanonews esposto del WWF

Nerano l’antenna contestata vestita di “Palme”. Dopo Positanonews esposto del WWF

Fonte: Positano News

La vicenda dell’antenna di Nerano sollevata da Positanonews, il giornale della costa di Sorrento e Amalfi, finita nel mirino del WWF Penisola Sorrentina ed uscita sul Corriere del Mezzogiorno con l’ottima firma di Fabrizio Geremicca . Paradossi della costiera sorrentina: gli agrumeti e gli uliveti (veri) spariscono per l’offensiva del cemento illegale e dei box interrati; le palme (finte) spuntano dove meno te lo aspetteresti e germogliano antenne di telefonia mobile. A Massa Lubrense, dove è a rischio perfino lo storico fondo agricolo del Gesù, al centro di un progetto di un parcheggio interrato da circa 30 posti, il panorama si è arricchito, da circa un mese, di uno strano albero. Nella relazione tecnica del progettista che l’ha partorita, è definita «finta palma del genere Washingtoniana, simile a quelle già presenti nelle circostanze». L’albero artificiale, nelle intenzioni di coloro i quali lo hanno concepito, dovrebbe dissimulare al meglio, nella vegetazione, il palo di 7.50 metri sul quale Telecom ha ottenuto di installare, previa autorizzazione dell’amministrazione comunale e della Soprintendenza, due grosse antenne di circa un metro e quaranta.

ESPOSTO – La finta palma è all’interno del «Villaggio Syreneuse» e non è passata inosservata agli occhi del Wwf. Claudio d’Esposito, responsabile dell’associazione ambientalista in costiera sorrentina, ha indirizzato un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ai carabinieri del Noe e all’Arpac. Chiede che verifichino la regolarità delle procedure attraverso le quali si è concesso semaforo verde all’installazione delle antenne. «Quella in questione», sottolinea, «è area di tutela ambientale di primo grado, sottoposto a vincolo paesaggistico. E’, inoltre, una zona a rischio frana». Sottolinea, inoltre: «L’autorizzazione del Comune è stata rilasciata a condizione di una relazione tecnica nella quale si dichiari che non esistono opere abusive nell’intero lotto di cui fa parte l’area oggetto di intervento. Si sarebbe dunque dovuto verificare la legittimità urbanistica della piazzola e delle opere del campeggio. Ad un primo sguardo, raffrontando planimetrie catastali e rilievi aerofotogrammetrici, salta agli occhi che sull’area insistono manufatti non censiti. Tra l’altro, è la stessa zona in cui già un anno fa segnalammo la cementificazione di un’asta fluviale, trasformata in strada carrabile per raggiungere la spiaggia di Recommone, dove opera un’altra struttura turistica da tempo oggetto di modifiche ed ampliamenti». Alla procura oplontina spetta ora il compito di verificare la fondatezza dei rilievi del Panda. Intanto la finta palma se ne sta lì, surreale monumento al kitsch,con le sue due maxi antenne in bella vista.

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