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Contro il decreto Gasbarri (13 settembre 2002)

Contro il decreto Gasbarri (13 settembre 2002)

Fonte

maggio-luglio  2003  

Il Decreto Gasparri sulle Antenne è inapplicabile – di Giancarlo Spadanuda, consulente tecnico-scientifico per l’elettrosmog dei Comuni di Roma, Enna ed altri. CTU della Magistratura.

Il cosiddetto Decreto Gasparri n.198 del 4-9-02 sulle “infrastrutture di telecomunicazioni…”(quali sono, ad esempio, le antenne di telefonia mobile) è incostituzionale. Ricordiamo, per tutti, l’introduzione del silenzio-assenso, ed, in molti casi, il semplice esercizio della procedura, da parte dei gestori di telefonia, della comunicazione di inizio attività (DIA);
Non è più necessaria la produzione, da parte dei gestori, della VIA (Valutazione Impatto Ambientale), che,pure,numerose leggi e disposizioni indicano, non ultimo il Consiglio di Stato -sentenza 1619/2003: il rilascio dell’autorizzazione o della concessione edilizia, da parte della competente amministrazione comunale, deve essere preceduto da procedura di VIA. Il tutto è manifestamente in contrasto non solo con la legge quadro sull’elettromagnetismo del febbraio 2001, ma addirittura con la legge costituzionale n.3 del 18-10-01 che pone, fra l’altro, al primo posto per le funzioni amministrative il Comune; l’intangibilità delle competenze comunali in materia territoriale è ribadito dalla Corte Costituzionale con la recente sentenza n.478 del 16- nov-02.
Con il decreto Gasparri, i Comuni e le Regioni,in materia,contano quasi zero assoluto: altro che devolution! Il che è assolutamente inaccettabile, tant’è vero che ben otto Regioni (Emilia, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata, Campania, Liguria) hanno proposto reclamo alla Corte Costituzionale relativamente al suddetto decreto; ovviamente, la Regione Calabria ha ben pensato di non far parte del suddetto gruppo (chissà perchè). Anche il TAR di Lecce (ordinanza n.38 del 10 gennaio scorso) ed i Comuni di Vercelli e Roma,e le Province di Trento e Bolzano, hanno proposto reclamo “ad adiuvandum”. A suo tempo hanno protestato centinaia di Comuni (Novara, Forlì, Orvieto,ecc…), nonchè l’UPI (Unione Province Italiane),e l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). La Corte Costituzionale deciderà a breve.
Ma c’è di più. Il decreto Gasparri,oltretutto,è anche inapplicabile. Infatti,l’art.1 del decreto individua come campo di applicazione le sole infrastrutture di telecomunicazione dichiarate strategiche ai sensi dell’art.1 della legge 443/01(legge obiettivo). L’art.1 ci parla della procedura di individuazione delle infrastrutture strategiche prevedendo che in sede di prima applicazione della legge spetta al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) approvare il programma annuale entro il 31 dicembre 2001. La delibera CIPE n.121/01 individua,all’allegato 5,il programma delle infrastrutture strategiche nel settore delle telecomunicazioni, limitandosi,tuttavia, ad indicare i soli flussi di investimenti previsti dagli operatori privati, mentre rinvia espressamente ad una futura delibera, sino ad oggi non ancora approvata,la distinta delle opere considerate strategiche. In mancanza di questa individuazione, il decreto 198/02 non può considerarsi ancora operativo,ovverossia è momentaneamente inapplicabile. Infatti, molti Comuni hanno deciso di sospendere le concessioni, in attesa.
La conclusione è che sia i Comitati di Cittadini che i Comuni più sensibili (vedasi,ad esempio, l’ordinanza emessa a suo tempo dal Comune di Squillace), possono giuridicamente e momentaneamente contestare il Decreto Gasparri, ricorrendo a Tribunali e TAR contro i gestori di telefonia mobile e radio-TV, ai fini della tutela della salute e dell’ambiente dai campi elettromagnetici emessi, dei quali è ormai scientificamente accertata l’alta nocività.
La nostra lunga e vasta esperienza in materia ci fa dire, però, e per fortuna, che la Magistratura calabrese, è molto sensibile alla tutela dell’ambiente e della salute; i TAR di Catanzaro e Reggio Calabria sono presi ad esempio da altre Regioni della Penisola. L’ultima sentenza è del TAR Reggio Calabria, maggio 2003, in conseguenza della quale è stata letteralmente demolita l’antenna TIM di Via Archi di Reggio Calabria, a seguito di nostra consulenza tecnico-scientifica.

 

Fonte: www.camera.it

Decreto Legislativo 4 settembre 2002, n. 198

“Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443″

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 215 del 13 settembre 2002


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443;

Vista la deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002, ed in particolare la sintesi del piano degli interventi nel comparto delle telecomunicazioni;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 maggio 2002;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 agosto 2002;

Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro per gli affari regionali e con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Obiettivi

1. Il presente decreto legislativo detta principi fondamentali in materia di installazione e modifica delle categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, al fine di:
a) agevolare la liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, consentendo a tutti gli operatori di installare proprie infrastrutture celermente, creando cosi’ un mercato effettivamente concorrenziale;
b) consentire la realizzazione di infrastrutture di nuova generazione e l’adeguamento di quelle esistenti idonee a soddisfare le esigenze connesse con lo sviluppo tecnologico;
c) razionalizzare le procedure autorizzatorie per l’installazione di impianti di telecomunicazioni sul territorio nazionale, secondo principi di efficienza, pubblicita’, concentrazione e speditezza;
d) assicurare che la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni sia coerente con la tutela dell’ambiente e della salute per quanto attiene ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita’, relativamente alle emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione;
e) dare certezza ai termini per la conclusione dei relativi procedimenti amministrativi, conformemente ad un quadro normativo omogeneo a livello nazionale anche per quanto attiene ai livelli delle emissioni elettromagnetiche degli impianti radioelettrici;
f) favorire il raggiungimento degli obiettivi di qualita’ relativamente alle predette emissioni elettromagnetiche nelle aree a tal fine determinate a livello locale nel rispetto delle competenze regionali di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36;
g) assicurare condizioni che consentano agli operatori di offrire, in regime di libero mercato, servizi innovativi ai cittadini ed agli utenti, incentivando cosi’ il perseguimento degli obiettivi di qualita’ da parte degli operatori del settore;
h) assicurare l’osservanza dei principi di concorrenza e non discriminazione con riferimento alle attivita’ di installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni ed all’espletamento del relativo servizio al pubblico;
i) favorire una adeguata diffusione delle infrastrutture di telecomunicazione sull’intero territorio nazionale;
j) facilitare la realizzazione delle reti radio per le comunicazioni relative alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile di cui, rispettivamente, al decreto del Ministro della sanita’ in data 6 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 1998, ed al decreto del Ministro delle comunicazioni in data 22 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 1998.

Art. 2.
Definizioni

1. La terminologia tecnica utilizzata nel presente decreto legislativo deve intendersi nel significato suo proprio desumibile dalla normativa di riferimento ed, in particolare, dal decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, dal decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 1999, nonche’ dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successive modificazioni.

Art. 3.
Infrastrutture di telecomunicazioni

1. Le categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, sono opere di interesse nazionale, realizzabili esclusivamente sulla base delle procedure definite dal presente decreto, anche in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n. 36.

2. Le infrastrutture di cui all’articolo 4, ad esclusione delle torri e dei tralicci relativi alle reti di televisione digitale terrestre, sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento.

3. Le infrastrutture di cui agli articoli 7, 8 e 9 sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, pur restando di proprieta’ dei rispettivi operatori, e ad esse si applica la normativa vigente in materia.

Art. 4.
Infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi ed, in specie, l’installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di telecomunicazione, di stazioni radio base per reti di telecomunicazioni mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche’ per reti radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all’uopo assegnate, viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento, da parte delle ARPA ovvero dall’organismo indicato dalla regione, della compatibilita’ del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualita’, stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione.

2. Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e culturali contenute nel decreto legislativo 29 settembre 1999, n. 490, nonche’ le disposizioni a tutela delle servitu’ militari di cui alla legge 24 dicembre 1976, n. 898.

Art. 5.
Procedimenti autorizzatori relativi alle infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L’istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture di cui all’articolo 4 e’ presentata all’ente locale dai soggetti a tale fine abilitati. Al momento della presentazione della domanda, l’ufficio abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del responsabile del procedimento.

2. L’istanza, conforme al modello di cui all’allegato A, realizzato al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti elettromagnetiche di origine industriale, deve essere corredata della documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita’, relativi alle emissioni elettromagnetiche, di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione, attraverso l’utilizzo di modelli predittivi conformi alle prescrizioni della CEI, non appena emanate. In caso di pluralita’ di domande, viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da piu’ operatori. Nel caso di installazione di impianti, con tecnologia UMTS o altre, con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 Watt, fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita’ sopra indicati, e’ sufficiente la denuncia di inizio attivita’, conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello di cui all’allegato B.

3. Copia dell’istanza ovvero della denuncia viene inoltrata contestualmente all’ARPA, che si pronuncia entro venti giorni dalla comunicazione. Lo sportello locale competente provvede a pubblicizzare l’istanza, pur senza diffondere i dati caratteristici dell’impianto.

4. Il responsabile del procedimento puo’ richiedere, per una sola volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il rilascio di dichiarazioni e l’integrazione della documentazione prodotta. Il termine di cui all’articolo 6, comma 1, inizia nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione documentale.

5. Nel caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro trenta giorni dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di servizi, alla quale prendono parte i rappresentanti delle Amministrazioni degli enti locali interessati, nonche’ dei soggetti preposti ai controlli di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, ed un rappresentante dell’Amministrazione dissenziente.

6. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori. Della convocazione e dell’esito della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle comunicazioni.

7. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e’ rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 6.
Esiti e conseguenze

1. Le istanze di autorizzazione e le denunce di attivita’ di cui all’articolo 5, nonche’ quelle relative alla modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti gia’ esistenti, si intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda, fatta eccezione per il dissenso di cui all’articolo 5, comma 7, non sia stato comunicato un provvedimento di diniego. Gli enti locali possono prevedere termini piu’ brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero ulteriori forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle disposizioni stabilite dal presente comma.

2. Le opere debbono essere realizzate, a pena di decadenza, nel termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento autorizzatorio espresso, ovvero dalla formazione del silenzio-assenso.

Art. 7.
Opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico

1. Qualora l’installazione di infrastrutture di telecomunicazioni presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque, l’effettuazione di scavi e l’occupazione di suolo pubblico, i soggetti interessati sono tenuti a presentare apposita istanza conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello di cui all’allegato C, all’ente locale ovvero alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree.

2. Il responsabile del procedimento puo’ richiedere, per una sola volta, entro dieci giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il rilascio di dichiarazioni e la rettifica e/o integrazione della documentazione prodotta. Il termine di cui al comma 7 inizia nuovamente a decorrere dal momento dell’avvenuta integrazione documentale.

3. Entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il responsabile del procedimento puo’ convocare, con provvedimento motivato, una conferenza di servizi, alla quale prendono parte le figure soggettive direttamente interessate dall’installazione.

4. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori.

5. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e’ rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui all’articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

6. Il rilascio dell’autorizzazione comporta l’autorizzazione alla effettuazione degli scavi indicati nel progetto, nonche’ la concessione del suolo e/o sottosuolo pubblico necessario all’installazione delle infrastrutture. Il comune puo’ mettere a disposizione, direttamente o per il tramite di una societa’ controllata, infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie.

7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda, senza che l’amministrazione abbia concluso il procedimento con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un’apposita conferenza di servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta. Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo di lunghezza inferiore ai duecento metri, il termine e’ ridotto a trenta giorni.

Art. 8.
Condivisione dello scavo e coubicazione dei cavi per telecomunicazioni

1. Qualora l’installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni comporti l’effettuazione di scavi all’interno di centri abitati, gli operatori di telecomunicazione interessati devono provvedere alla comunicazione del progetto in formato elettronico al Ministero delle comunicazioni, o ad altro ente delegato, per consentire il suo inserimento in un apposto archivio telematico, affinche’ sia agevolata la condivisione dello scavo con altri operatori e la coubicazione dei cavi di telecomunicazioni conformi alle norme tecniche UNI e CEI. L’avvenuta comunicazione in forma elettronica del progetto costituisce un presupposto per il rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 7.

2. Entro il termine perentorio di trenta giorni, a decorrere dalla data di presentazione e pubblicizzazione del progetto di cui al comma 1, gli operatori di telecomunicazione interessati alla condivisione dello scavo e/o alla coubicazione dei cavi per telecomunicazioni, possono concordare, con l’operatore che ha gia’ presentato la propria istanza, l’elaborazione di un piano comune degli scavi e delle opere. In assenza di accordo tra gli operatori, l’ente pubblico competente rilascia i provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio della priorita’ delle domande.

3. Nei casi di cui al presente articolo si adottano le disposizioni e le procedure stabilite all’articolo 7.

Art. 9.
Reti dorsali

1. Qualora l’installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni interessi aree di proprieta’ di piu’ enti, pubblici o privati, l’istanza di autorizzazione, conforme al modello di cui all’allegato D, viene presentata a tutti i soggetti interessati. Essa puo’ essere valutata in una conferenza di servizi per ciascun ambito regionale convocata dal comune di maggiore dimensione demografica. La conferenza puo’ essere convocata anche su iniziativa del soggetto interessato.

2. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione. L’approvazione, adottata a maggioranza dei presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole amministrazioni e vale altresi’ come dichiarazione di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza dei lavori, anche ai sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Della convocazione e dell’esito della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle comunicazioni.

3. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un’amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e’ rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui all’articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

4. Salve le disposizioni di cui al successivo articolo 10, nessuna altra indennita’ e’ dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o proprietari, ovvero concessionari di aree pubbliche, in conseguenza di scavi ed occupazioni del suolo, pubblico o privato, effettuate al fine di installare le infrastrutture di telecomunicazioni.

5. Le figure giuridiche soggettive alle quali e’ affidata la cura di interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i programmi relativi a lavori di manutenzione ordinaria e/o straordinaria, al fine di consentire ai titolari delle licenze individuali una corretta pianificazione delle rispettive attivita’ strumentali ed, in specie, delle attivita’ di installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni. I programmi dei lavori di manutenzione dovranno essere notificati in formato elettronico al Ministero delle comunicazioni, ovvero ad altro ente all’uopo delegato, con le stesse modalita’ di cui all’articolo 8, comma 1, per consentirne l’inserimento in un apposito archivio telematico consultabile dai titolari delle licenze individuali.

6. Le figure soggettive esercenti pubblici servizi o titolari di pubbliche funzioni hanno l’obbligo, sulla base di accordi commerciali a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l’accesso alle proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga turbato l’esercizio delle rispettive attivita’ istituzionali.

Art. 10.
Oneri connessi alle attivita’ di installazione, scavo ed occupazione di suolo pubblico

1. Gli operatori di telecomunicazioni hanno l’obbligo di tenere indenne l’ente locale, ovvero l’ente proprietario, dalle spese necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione e di ripristinare a regola d’arte le aree medesime nei tempi stabilitidall’ente locale. Nessun altro onere finanziario o reale puo’ essere imposto, in base all’articolo 4 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell’esecuzione delle opere di cui al presente decreto, fatta salva l’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell’eventuale contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all’articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.

Art. 11.
Limitazioni legali alla proprieta’ privata

1. Al fine di accelerare l’installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni, all’articolo 232 del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
“L’operatore di telecomunicazioni incaricato del servizio puo’ agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti e turbative al passaggio ed alla installazione delle infrastrutture.”.

Art. 12.
Disposizioni finali

1. I diversi titoli gia’ rilasciati per l’installazione delle infrastrutture di cui al presente decreto si intendono ad ogni effetto considerati quali autorizzazioni rilasciate ai sensi del presente decreto.

2. Le istanze presentate alla data di entrata in vigore del presente decreto in tutto il territorio nazionale in relazione agli impianti di cui all’articolo 5, comma 2, ultimo periodo, conformi alle prescrizioni ivi indicate, valgono come denuncia di inizio attivita’.

3. I gestori delle reti radiomobili di comunicazione pubblica provvedono ad inviare ai comuni ed ai competenti ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni la descrizione di ciascun impianto installato prima della data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sulla base dei modelli A e B allegati al presente decreto, al fine di realizzare il catasto di tali infrastrutture. Inviano altresi’ i modelli relativi alle successive installazioni. I soggetti interessati alla realizzazione delle opere di cui agli articoli 7, 8 e 9 trasmettono al Ministero delle comunicazioni copie dei modelli C e D. Il Ministero delle comunicazioni puo’ delegare ad altro ente la tenuta degli archivi telematici di tutte le comunicazioni trasmessegli.

4. E’ abrogato l’articolo 2-bis della legge 1 luglio 1997, n. 189.

Art. 13.
Legislazione regionale

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalita’ di cui al presente decreto, nell’ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, secondo quanto disposto dai singoli ordinamenti.

Art. 14.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Allegato A
(previsto dall’art. 5, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE

    Il sottoscritto .................................................
    nato a................................... il ........................
    residente a .................. via ......................... n. .....
    nella sua qualità di ................... della Società ..............
    con sede in ....................... via ................... n. ......

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di seguito descritto dichiarandone la conformita’ ai limiti di esposizione ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36.

Descrizione dell’impianto e delle aree circostanti.

Posizionamento degli apparati.
Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro accessibilita’ da parte del personale incaricato. La posizione dovra’ essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al secondo di grado o a sue frazioni, nonche’ dell’indirizzo completo di numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per l’individuazione del sito.

Descrizione del terreno circostante.

Si descrivano sinteticamente ma in modo esauriente i dintorni dell’apparato, evidenziando:
edifici posti in vicinanza del sito;
conformazione e morfologia del terreno circostante;
eventuale presenza di altre stazioni emittenti collocate con la stazione da installare.
(Si vedano in calce gli allegati richiesti per una descrizione piu’ dettagliata).

Caratteristiche radioelettriche dell’impianto.

Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita’ tutte le caratteristiche radioelettriche dell’impianto trasmittente.
(Si vedano in calce gli allegati richiesti per una descrizione piu’ dettagliata).

Stime del campo generato.

Presentare i risultati ottenuti con le modalita’ di simulazione numerica specificate nel punto 2.1. Tali risultati dovranno essere forniti, alternativamente, in una delle due forme seguenti:
volume di rispetto, ovvero la forma geometrica in grado di riassumere in modo grafico la conformita’ ai limiti di esposizione ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36. Allo scopo si raccomanda di utilizzare la definizione di volume di rispetto, o in alternativa quella di isosuperficie 3D, contenute nella “Guida alla realizzazione di una Stazione Radio Base per rispettare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici in alta frequenza” [Guida CEI 211-10].
Nel caso in cui volumi di rispetto evidenzino punti con intersezioni critiche (rispetto alle soglie usate) per posizioni accessibili alla popolazione con tempi di permanenza superiore a 4 ore dovranno essere fornite le curve isocampo rispetto ai punti di criticita’ per le stesse soglie.
Stima puntuale dei valori di campo nei punti dove si prevede una maggiore esposizione della popolazione (max. 10 punti/sito). Per questi ultimi occorre:
evidenziare accuratamente e chiaramente sulle planimetrie a disposizione le posizioni accessibili alla popolazione (specificando se i tempi di permanenza siano maggiori o minori di 4 ore);
effettuare una campagna di misure del campo elettromagnetico di fondo presente (e’ possibile riferirsi alla “Norma CEI 211-7 – Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici nell’intervallo di frequenza 10 kHz – 300 GHz”, con riferimento all’esposizione umana).
La scelta tra i due formati sopra descritti rimane a discrezione dell’operatore, secondo quanto riportato nella Guida CEI gia’ citata. In entrambi i casi (volume di rispetto o calcolo puntuale), le valutazioni sopra indicate dovranno comprendere la stima del fondo ambientale, al fine di ottenere il campo elettrico complessivo.

Modalita’ di simulazione numerica.

Specificare l’algoritmo di calcolo con il quale si sono eseguite le stime di campo; dovra’ essere specificata l’implementazione dell’algoritmo utilizzato o, qualora il software sia di tipo commerciale, il nome del programma, nonche’ la versione e la configurazione utilizzata.
Indicare la conformita’ del programma di calcolo alle prescrizioni CEI, non appena emanate.

Allega alla presente istanza

Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni grado, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il campo relativo E/E 0).
Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell’impianto.
Specificare se il nuovo impianto utilizzi un sistema di antenne gia’ in esercizio per altre emittenti (n-plexing). In questo caso il parere sanitario sara’ soggetto alla valutazione complessiva di tutto l’impianto.
Planimetria generale ante opera e post operam del progetto di impianto, su scala 1:500.
Dichiarazione della potenza fornita a connettore d’antenna del sistema irradiante.
In caso di piu’ frequenze di emissione tali dati vanno rilasciati per ogni frequenza.

Mappe del territorio circostante all’impianto.

Stralcio del PRG con scala non superiore a 1:2.000 (con indicazione delle abitazioni presenti o in costruzione al momento della domanda, specificando i numeri di piani fuori terra di ognuno, nonche’ dei luoghi di pubblico accesso);
Mappe catastali con scala non superiore a 1:2.000, con indicazione del punto di installazione e riportante la zona circostante con un raggio di almeno 300 metri intorno all’impianto;
Stralcio ubicativo con scala non superiore a 1:2.000 con indicazione delle curve di livello altimetriche;
Tutte le suddette mappe dovranno contenere l’indicazione del Nord geografico.

Nel contempo, il sottoscritto,
consapevole delle conseguenze penali cui incorre, ai sensi della legge 27 gennaio 1968, n. 15, chi presenta dichiarazioni mendaci ovvero utilizza atti falsi,

Rilascia

la seguente dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta':
“l’impianto, sulla base della stima del campo generato e della simulazione numerica effettuata, e’ conforme ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita’ di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36″.
A tal fine, il sottoscritto allega una copia fotostatica non autenticata del proprio documento di identita’.

Firma.

 

Allegato B
(previsto dall’art. 5, comma 2)

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’
(per impianti con potenza in antenna inferiore a 20 watt);

    Il sottoscritto .................................................
    nato a................................... il ........................
    residente a .................. via ......................... n. .....
    nella sua qualità di ................... della Società ..............
    con sede in ....................... via ................... n. ......

Descrizione dell’impianto e delle aree circostanti.

Posizionamento degli apparati.
Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro accessibilita’ da parte del personale incaricato. La posizione dovra’ essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al secondo di grado o a sue frazioni, nonche’ dell’indirizzo completo di numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per l’individuazione del sito.
Caratteristiche radioelettriche dell’impianto.
Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita’ tutte le caratteristiche radioelettriche dell’impianto trasmittente.

Allega alla presente istanza

Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema radiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni grado da 0o a 360o, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il campo relativo E/E 0).
Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell’impianto.

 

Allegato C
(previsto dall’art. 7, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI
SUOLO PUBBLICO IN AREE URBANE;

    Il sottoscritto .................................................
    nato a................................... il ........................
    residente a .................. via ......................... n. .....
    nella sua qualità di ................... della Società ..............
    con sede in ....................... via ................... n. ......

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di seguito descritto:

Descrizione dell’impianto.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di posa dell’impianto con l’elenco delle strade interessate, in particolare:
dovranno essere indicate le caratteristiche salienti dell’impianto con riferimento alle sedi di posa, ai materiali previsti per la costruzione e alla tecnica di installazione utilizzata;
dovranno essere indicati i tempi previsti per la realizzazione dell’impianto;
dovranno essere evidenziate eventuali situazioni di interesse comune ad altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento della presentazione della presente istanza;
dovranno essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente di proprieta/gestione dell’Ente a cui e’ indirizzata la richiesta per valutarne il possibile utilizzo.

Allega alla presente istanza

Planimetria dettagliata in scala 1:1.000 contenente i riferimenti stradali necessari all’individuazione del tracciato di posa con evidenziati i seguenti elementi:
tracciato di posa indicante eventuali tratte di concomitanze con altri enti/gestori;
manufatti previsti lungo l’impianto con apposita simbologia;
particolari “tipo” delle tubazioni utilizzate e dei manufatti;
sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
sezioni relative agli attraversamenti stradali, complete delle quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
vie interessate, lunghezza dell’impianto e tecnica di posa;

Dichiara

di aver comunicato il progetto in formato elettronico.

Data.
Firma.

 

Allegato D
(previsto dall’art. 9, comma 1)

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI
SUOLO PUBBLICO IN AREE EXTRAURBANE

    Il sottoscritto .................................................
    nato a................................... il ........................
    residente a .................. via ......................... n. .....
    nella sua qualità di ................... della Società ..............
    con sede in ....................... via ................... n. ......

Chiede

il rilascio dell’autorizzazione alla installazione dell’impianto di seguito descritto:

Descrizione dell’impianto.

Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di posa dell’impianto con l’elenco delle strade interessate, in particolare:
dovranno essere indicate le caratteristiche salienti dell’impianto con riferimento alle sedi di posa, ai materiali previsti per la costruzione e alla tecnica di installazione utilizzata;
dovranno essere indicati i tempi previsti per la realizzazione dell’impianto;
dovranno essere evidenziate eventuali situazioni di interesse comune ad altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento della presentazione della presente istanza;
dovranno essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente di proprieta/gestione dell’Ente a cui e’ indirizzata la richiesta per valutarne il possibile utilizzo.

Allega alla presente istanza

Per impianti extraurbani:
stralcio planimetrico in scala non superiore a 1:25.000 con indicazione del tracciato di posa dell’impianto e la lunghezza dello stesso;
planimetria dettagliata in scala 1:2.000 o 1:1.000 contenente i riferimenti stradali necessari all’individuazione del tracciato di posa con evidenziati i seguenti elementi:
tracciato di posa indicante eventuali tratte di concomitanze con altri enti/gestori;
manufatti previsti lungo l’impianto;
sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
strade interessate, lunghezza dell’impianto e tecnica di posa

Data.

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