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Postato on mar 8, 2015 in valle furci | 0 commenti

Antenna Telecom ai Colli, i residenti vincono il ricorso

Antenna Telecom ai Colli, i residenti vincono il ricorso

Fonte: ilcentro.it

Pescara, accolto il ricorso delle famiglie di via Valle Furci contro l’impianto di 26 metri. Il Tar annulla il permesso del Comune
di Paola Aurisicchio

22 agosto 2014

comitato no antenne pescara
Antenna Telecom ai Colli, i residenti vincono il ricorso
PESCARA. Prima hanno raccolto 1.300 firme per dire no all’installazione di un’antenna Telecom in via Valle Furci, poi si sono riuniti in comitati e quindi hanno tappezzato la zona di cartelli ingaggiando un braccio di ferro con la società Telecom e il suo progetto dell’antennone da 26 metri in un terreno privato. E’ stato il Tar a premiare la tenacia di una quindicina di famiglie che si sono rivolte al tribunale amministrativo per scongiurare l’arrivo dell’antennone alto quanto un palazzo di otto piani: i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dei cittadini, difesi dagli avvocati Carlo Costantini e Luca Presutti, annullando il permesso a costruire l’impianto in via Valle Furci.

Una beffa per il gestore di telefonia mobile perché nella sentenza del presidente Michele Eliantonio sono stati esaminati – e quindi riuniti – due ricorsi su cui hanno prevalso le intenzioni dei cittadini, delle circa 230 famiglie dei Colli che, anche se non tutte firmatarie dell’atto, hanno avviato da oltre un anno una contestazione contro questo e altri impianti. Da un lato il Tar ha dato ragione alla Telecom che si era vista annullare dal Comune il permesso a costruire e dall’altro, però, ha accolto il ricorso delle famiglie con la conseguenza di vedere ancora annullato quel permesso edilizio. Per il momento, così, il tribunale ha deciso che il cantiere dell’antenna da 26 metri di via Valle Furci, si deve fermare. «Hanno fatto tutto in silenzio, senza chiedere il nostro parere o avvertirci», avevano lamentato alcuni residenti tra cui Piero Giampietro, oggi consigliere comunale Pd, e Fabrizio Marini, un altro attivista del quartiere. E in una parte della sentenza i giudici riconoscono la mancanza di condivisione del progetto.

«Si rendeva necessario», è scritto nella sentenza, «che la società si facesse carico di illustrare le ragioni di carattere tecnico che rendevano invece preferibile il sito concretamente prescelto». Così, per i giudici del tribunale amministrativo la società di telefonia avrebbe dovuto rendere partecipi i cittadini e il Tar lo sottolinea anche quando aggiunge: «Il rilascio del permesso all’esito di un procedimento in cui non sono state valutate le ragioni per cui la scelta preferenziale è stata accantonata lo rende perciò illegittimo. E’ mancata», è scritto ancora nella sentenza, «un’adeguata valutazione procedimentale». All’inizio di giugno dello scorso anno il cantiere per l’antenna di 26 metri, ricadente in un terreno privato lungo via Valle Furci, era stato tirato su in tutta fretta tra le casette e i palazzi di una delle aree residenziali della collinetta pescarese. Il permesso era stato concesso il 14 marzo 2013 alla Tim ma poi il Comune aveva fatto dietrofront annullando in autotutela il permesso a costruire.

Nella stessa sentenza viene analizzato il ricorso presentato dalla società Telecom contro il Comune, ricorso che è stato accolto perché per i giudici amministrativi la Tim aveva rispettato l’iter del procedimento. Ma nonostante le ragioni della società sono state accolte dal Tar, le stesse poi sono state vanificate dall’altro ricorso a firma di Costantini e di Presutti. I giudici del tribunale amministrativo, infatti, hanno stabilito di nuovo l’annullamento del permesso edilizio che era stato concesso in precedenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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