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Postato on mar 2, 2015 in elettrosmog, rassegna stampa, san silvestro, valle furci, via di francesco | 0 commenti

Il fronte delle antenne.  I Comitati lotteranno insieme: una città contro Gasparri

Il fronte delle antenne. I Comitati lotteranno insieme: una città contro Gasparri

Fonte: www.codacons.it

tratto da il messaggero – martedì, 17 dicembre 2002

Pescara è l’emergenza di tutto l’Abruzzo per le antenne. E’ il Comune capoluogo con la più alta densità abitativa, e di gran lunga: più di dieci volte Teramo, più di venti volte L’Aquila. Tanti abitanti, tanti “telefonini”, tanti ripetitori. Ogni quartiere ha il suo mostro gigante, migliaia di residenti si sono visti spuntare, dall?oggi al domani, un traliccio, un gigante di metallo, un monumento all’elettrosmog. Ora, con il decreto Gasparri (il ministro delle telecomunicazioni), quella che prima era già un’angoscia cittadina, è diventato un incubo. E i comitati che sono nati, tra cittadini esasperati o solo impauriti, ora, di fronte a questo mostro legislativo che liberalizza tutto, e che dà via libera ai grandi gestori della telefonia, hanno deciso almeno di fare “fronte comune”. E questo atto primo della nuova guerra dei pescaresi, è stato presentato ieri mattina nella sede del Wwf, una delle associazioni ambientaliste che ha deciso di affiancare i comitati dei cittadini. Ci sono anche Legambiente, Italia Nostra, Codacons, Uisp, e le iscrizioni sono “aperte”. Intanto, come un fantasma inquietante si conferma l’ultimo incubo in arrivo: ottanta nuove antenne Umts in arrivo, nei prossimi mesi, a Pescara.

«Sette Regioni hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale contro questo decreto che, scavalcando i regolamenti comunali e regionali, va a incidere sulla normativa urbanistica – dice Dante Caserta, del Wwf -. Il Decreto Gasparri limita addirittura il diritto di proprietà…Le società di telefonia potranno agire direttamente contro i cittadini che si opporranno…Sono sette Regioni, e c’è anche la Lombardia, che è del Polo. Ma l’Abruzzo non ha voluto fare ricorso, nonostante le nostre sollecitazioni».
«La nostra prima iniziativa – spiega Giacomo Sinibaldi, presidente del Comitato di via Fonte Romana – è stata quella di metterci in contatto con gli altri comitati». E li cita: quello di Colle Scorrano, poi di via Stradonetto, di via Raiale, via del Circuito, di San Silvestro, di via Cervone, nato appena una settimana fa, subito dopo l’installazione di una maxi-antenna. «Poi, abbiamo deciso una petizione comune…».

L’obbiettivo è raccogliere migliaia di firme per forzare gli enti locali (ma anche, per dargli forza) contro la legge Gasparri. Per la raccolta di firme (informazioni: 085/4154465) l’assessore alla Sanità Umberto Nocelli, di An (come Gasparri…) ha firmato per primo, e ha messo a disposizione gli uffici dell’assessorato. Una scelta di autonomia, dalla parte dei cittadini. Ma si potrà firmare anche presso le sedi dei comitati, presso le circoscrizioni, e verranno organizzate anche delle raccolte-firme in giro per la città, con dei “banchetti”. «La nostra idea – dice Dante Caserta – è che le amministrazioni comunali facciano “resistenza”  a questo decreto». Agli enti locali il Coordinamento chiede un impegno con azioni anche davanti al Tar (Tribunale amministrativo regionale) e alla Corte costituzionale. La stessa Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) intende prendere iniziative al fianco dei cittadini.

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