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Postato on mar 8, 2015 in elettrosmog, legislazione | 0 commenti

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08524 in merito a elettrosmog, telefonia,

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08524 in merito a elettrosmog, telefonia,

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08524

Atto n. 4-08524

Pubblicato il 24 ottobre 2012, nella seduta n. 820

LANNUTTI – Al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:

nel decreto-legge n. 179 del 2012, all’art.14, dedicato ai livelli di campo elettromagnetico generati da emittenti radiofoniche e radiotelevisive, da stazioni radio base per la telefonia mobile e da ponti radio, il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità di 6 volt/metro stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’8 luglio 2003 per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da quelle sorgenti in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere, incluse le pertinenze (ma queste solo nel caso di loro utilizzazione come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere), e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati, non dovranno più essere rispettati in qualunque intervallo di 6 minuti, ma come media nelle 24 ore;

per cui in quei luoghi e in loro prossimità si potrà anche avere: a) da 3 a 10 volte (cioè da 20 V/m a 60 V/m), come nel caso di Radio Vaticana e di tutte le emittenti in onde lunghe, medie e corte; b) oltre 3 volte (20 V/m), come nel caso delle stazioni radio base della telefonia mobile, delle emittenti radiotelevisive e della radiofonia a modulazione di frequenza, c) oltre 6 volte (40 V/m), come nel caso dei ponti radio, il livello medio massimo ammissibile (6 V/m) nelle 24 ore e per un tempo ben superiore ai 6 minuti attuali;

inoltre, la necessità di acquisire i valori di campo elettromagnetico nelle 24 ore determinerà grandi difficoltà operative nelle azioni di controllo e di verifica a cura degli enti istituzionali e dei cittadini, oltre ad incrementare enormemente il costo di quei controlli;

a giudizio dell’interrogante la strategia del Governo è stata quella del “bastone e la carota”. Infatti, il Governo aveva proposto anche la norma che impediva ai proprietari degli immobili di opporsi ai gestori per l’installazione di nuove antenne per la telefonia mobile sui tetti delle abitazioni. Ritirando quella norma, che aveva un evidente aspetto di incostituzionalità perché lesiva del diritto alla proprietà privata, il Governo ha avuto facile gioco con la norma che farà aumentare notevolmente il livello del campo elettromagnetico dentro e intorno alle case, alle scuole e ai luoghi di lavoro;

la scelta del Governo dimostrerebbe un totale disinteresse per: 1) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana, che ha dimostrato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi nei bambini (fino a 4,7 e a 6,9 volte entro 12 chilometri rispetto al valore atteso oltre 12 chilometri, rispettivamente per i bambini da 0 a 14 anni e da 1 a 14 anni) e una maggiore mortalità per leucemia per tutte le età (fino a 4,9 e a 6,6 volte, rispettivamente entro 12 chilometri e fra 6 e 12 chilometri, per più di 10 anni di residenza, o da sempre per i bambini, rispetto a chi vive lì da non oltre 1 anno); 2) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall’Organizzazione mondiale della sanità che, attraverso la propria Agenzia per la ricerca sul cancro (IARC), il 31 maggio 2011 ha annunciato, con il comunicato stampa n. 208, di aver inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l’agente fisico è lo stesso di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo a causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (40 per cento di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni);

pertanto a giudizio dell’interrogante il Governo, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del principio di precauzione, va nel senso opposto, consentendo a breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici;

considerato che:

la sentenza della Corte di Cassazione, sez. Lavoro, 12 ottobre 2012, n. 17438, ha confermato «la sentenza della Corte di Appello di Brescia del 22.12.2009 che condannò l’INAIL a corrispondere ad un manager la rendita per malattia professionale prevista per l’invalidità all’80% legata all’uso di cordless e cellulari per motivi professionali. La sentenza rappresenta un decisivo passo verso il riconoscimento completo dei reali rischi per la salute da esposizione alle onde elettromagnetiche» (atto 4-08469);
detto metodo di misurazione spalmato in 24 ore permetterà la tolleranza di picchi diurni, quando è maggiore il numero degli utenti attivi, fino a 18-20 volt per metro, cioè fino a tre volte superiori di quelli attuali. Questi limiti porteranno verosimilmente ad una crescita esponenziale delle patologie correlate alle esposizioni elettromagnetiche e ad un conseguente aumento della spesa sanitaria e sociale;
la stessa IARC nel maggio 2011 ha classificato i campi elettromagnetici di radiofrequenza come possibili cancerogeni di classe 2B sulla base degli studi sul cancro indotto dai telefoni cellulari;
la legge sull’elettrosmog n. 36 del 2001 prevede di attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all’articolo 191, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (ex art. 174, paragrafo 2, del Trattato istitutivo);

la risoluzione del Consiglio d’Europa del 27 maggio 2011 invita i Paesi Membri a fissare “limiti cautelativi di esposizione alle microonde per lungo termine ed in tutti gli ambienti indoor, in accordo con il principio di precauzione, che non superino gli 0,6 Volt/metro e nel medio termine ridurre questo valore a 0,2 V/m”;

la risoluzione dal Parlamento europeo del 4 settembre 2008, dal titolo “Valutazione intermedia del piano d’azione europeo per l’ambiente e la salute 2004-2010″, denuncia l’aumento dei casi di elettrosensibilità e raccomanda di “ridurre l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche”;

numerose risoluzioni di scienziati indipendenti come l’International Commission for Electromagnetic Safety (ICEMS) e il Gruppo Bioinitiative, citati rispettivamente dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento europeo come riferimenti scientifici indipendenti, promuovono l’abbassamento dei limiti di sicurezza a 0,6/Vm in quanto gli attuali standard non si basano sulle evidenze biologiche;
considerato inoltre che:

Vodafone è inglese e da quando è subentrata a Omnitel praticamente non ha più fatto investimenti; Wind ancora peggio, con i padroni russi che stanno vendendo alla cinese Huanguei anche gli apparati telefonici della rete, licenziando 1.500 ingegneri e tecnici e mettendo il Paese a rischio strategico per le telecomunicazioni; 3 è di proprietà del sospetto mafioso cinese Chenpoa;
inoltre Wind e 3 non hanno mai rispettato il contratto di licenza (regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 318 del 1997) e, di conseguenza, non hanno mai realizzato la copertura del 98 per cento della popolazione e del 92 per cento del territorio e devono andare avanti a “roaming” che, per contratto di licenza, sarebbe dovuto durare non più di un paio di anni. Qui è intervenuta la Autorità garante per le comunicazioni;

a quanto risulta all’interrogante, sembrerebbe che il Governo si sentisse moralmente impegnato ad abrogare il valore di attenzione di 6 V/m perché lo Stato aveva ricevuto più di 3 miliardi dalla gara di assegnazione delle frequenze Long term evolution (LTE). Ma, a giudizio dell’interrogante, quella gara è stata un cattivo affare e una remissione certa per il Paese;
questo è stato reso possibile innanzitutto perché la legge 13 dicembre 2010, n. 220, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ” (legge di stabilità per il 2011) aveva quantificato l’incasso atteso dalla gara in 2,5 miliardi di euro; inoltre i Provider hanno fatto cartello in Europa a danno dei consumatori, per risparmiare rispetto alla gara precedente;
il Governo Prodi per la gara delle frequenze del GSM aveva incassato 13,4 miliardi di euro, quasi il quadruplo,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di rivedere la normativa in questione riguardante le misurazioni dei campi elettromagnetici che di fatto annulla il principio di precauzione raccomandato dall’Unione europea e dalla legge quadro n. 36 del 2001, allentando in pratica le tutele ambientali in vigore;

quali iniziative intenda adottare per favorire lo sviluppo dell’intero Paese e non unicamente quello delle aziende telefoniche straniere (solo Telecom è in parte italiana) che esigono tariffe esose perché gli italiani possano parlare, aziende che non hanno rispettato i contratti di licenza, che hanno truffato il Paese pagando le frequenze del LTE un quarto di quelle GSM per cui per esse si fa saltare la tutela ambientale del popolo italiano costituita dal valore di attenzione di 6 V/m da rispettare per ogni intervallo di 6 minuti;

se al Governo risulti esservi stato un intervento dell’Antitrust europea o italiana e della Corte dei conti relativamente alla gestione della gara di assegnazione delle frequenze LTE che ha permesso ai Provider di guadagnare a danno dei consumatori, risparmiando rispetto alla gara precedente;
se il Governo sia a conoscenza di un intervento dell’Autorità garante per le comunicazioni sul mancato rispetto del contratto di licenza di Wind e 3 e, in caso affermativo, cosa abbia comportato;

se non intenda promuovere le opportune iniziative per la creazione e l’implementazione di reti via cavo in fibra ottica che rappresentano ad oggi l’unica tecnologia per la trasmissione di voci e dati efficiente e allo stesso tempo priva di controindicazioni per la salute dell’uomo e degli altri esseri viventi che ne condividono l’ambiente affinché il principio di utilità economica non finisca per prevalere sul diritto alla salute, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Elio LANNUTTI
XVI Legislatura

Regione di elezione: Veneto
Nato l’8 ottobre 1948 a Archi (Chieti)
Residente a Roma
Professione: Giornalista, Presidente ADUSBEF

Elezione: 13 aprile 2008
Proclamazione: 22 aprile 2008
Convalida: 3 novembre 2009

Mandati
XVI Legislatura Senato

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