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Postato on apr 20, 2015 in bibliografia, manifestazioni | 0 commenti

presentazione del romanzo di Francesca Romana Orlando, La città Bianca – Pescara 17/04/2015

presentazione del romanzo di Francesca Romana Orlando, La città Bianca – Pescara 17/04/2015

francesca romana orlando

Venerdì 17 Aprile, 2015 presso la libreria Feltrinelli di Pescara, Francesca Romana Orlando, giornalista professionista ed esperta in divulgazione scientifica, ha presentato il suo ultimo romanzo, un giallo, “La città bianca” sul tema dell’elettrosmog da antenne di telefonia.

Romanzo che unisce magistralmente finzione e realtà, per parlare in maniera scientifica di un argomento molto delicato: l’elettromagnetismo. Questa scelta permette di far avvicinare gradualmente il lettore al problema poiché non tutti sono al corrente della pericolosità delle onde elettromagnetiche generate sia dai cellulari che dalle antenne di telefonia mobile (S.R.B.).

La trama del romanzo 

Un tranquillo professore di statistica di una piccola università si è appena trasferito a New York come consulente di una delle più importanti società di assicurazioni. È entusiasta e sembra che niente possa fermare la sua ascesa quando, aprendo la porta della sua camera d’albergo, viene ucciso.

A Londra, l’ultima sera dell’anno, un esperto PR della City partecipa ad un incontro degli alcolisti anonimi. Vuole cambiare la sua vita e, per non essere riconosciuto, ha scelto una chiesa in periferia.

A Roma una biologa dell’Istituto Superiore di Sanità sta lavorando ad una perizia per conto del Tribunale sui rischi connessi ai ripetitori-cellulari. E’ un lavoro difficile da cui dipenderà il destino di tante di persone ed anche il suo. In caso di errore potrebbe restare isolata dalla comunità scientifica. L’assurda accusa di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti e lo strano incidente stradale di cui è stato vittima suo padre aumentano le sue ansie.

Un ingegnere di New Dehli sta per trasferirsi a Londra, per iniziare una nuova carriera, quando una giovane e bellissima ricercatrice si offre a lui con eccessiva disinvoltura.

Non lo sanno, ma sono tutti in pericolo.

Alla presentazione non erano presenti molte persone, indice dello scarso interesse e della poca diffusione della pericolosità del problema. La Romano ha messo in risalto come anche nel mondo della comunicazione, ed in modo particolare nella pubblicità della telefonia mobile, i gestori tendano a manipolare le ricerche e gli studi scientifici, quasi a ribaltarne i risultati, per nascondere al grande pubblico ciò che in realtà si sa già da tempo da numerosi studi e ricerche indipendenti: l’utilizzo eccessivo del cellulare (già dopo i primi 20 minuti le cellule e il DNA iniziano a subire danni) e l’esposizione a campi magnetici (cellulari e antenne) si può definire con assoluta certezza cancerogeno.

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I motivi per cui le compagnie telefoniche sembrano non far caso a queste verità incentivando l’utilizzo di dispositivi e spingendo i governi affinché emettano leggi che permettano l’innalzamento dei parametri di potenza delle antenne, sono ovviamente di natura economica e fanno leva su aspetti psicologici delle persone. Tecnologie sempre più avanzate a volte non sono indice di progresso, anzi. Tutti ormai hanno il cellulare, bambini compresi ma…  è davvero necessario? E’ necessario essere apparentemente connessi tramite un apparecchio e restare contemporaneamente sconnessi dalla realtà, preferire contatti virtuali a contatti umani? Come è emerso dal dibattito, molte tecnologie oggi fanno leva su “debolezze” umane, dipendenze, (soprattutto affettiva, gambling ‘gioco d’azzardo’, etc.) portando sempre di più l’essere umano ad “essere alieno”.

E allora, la Romano auspica l’esistenza di città “bianche”, libere da qualsiasi forma di elettromagnetismo, come già esistono in alcuni paesi dove sono installati dei radiotelescopi che, per funzionare, non devono subire alcuna interferenza da apparecchiature elettriche. Accenna a tecnologie alternative dove cavi elettrici e antenne sono sostituite da fibra ottica e diffusione tramite luce.

Un sogno? Speriamo di no.

Leggi anche: intervista a Francesca Romano Orlando su La città bianca

 

 

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