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Postato on apr 30, 2015 in elettrosmog, petizioni, salvaguardarsi, urgente, vittorie | 0 commenti

risultato della petizione ‘Per la difesa della salute dalle radiazioni’ da divulgare agli organi di stampa

risultato della petizione ‘Per la difesa della salute dalle radiazioni’ da divulgare agli organi di stampa

oggi è stata spedita la petizione che ha ottenuto 12.794 adesioni.
Le firme sono state raccolte dal 21 febbraio al 10 aprile e sono state consegnate in originale al primo destinatario, il Presidente della Repubblica.
Vi invitiamo a darne notizia ai vostri contatti e realizzare eventualmente dei comunicati stampa.
Allego il testo che si può divulgare.

Per la difesa della salute dalle radiazioni
emesse da cellulari, tablet, Wi-Fi, Wi.Max, ripetitori e antenne GSM, UMTS, LTE (4G)

Petizione

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera

Ai Deputati e Senatori del Parlamento Italiano

Ai Deputati italiani al Parlamento Europeo

Ai Presidenti delle Regioni

Al Presidente dell’ANCI

30/04/2015

Illustrissimi,

la diffusione pressoché ubiquitaria di tali dispositivi per le telecomunicazioni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle scuole, negli ospedali e nei luoghi dove si trascorre il tempo libero, non solo è irrazionale perché potrebbe essere sostituita da connessioni via cavo più efficienti e sostenibili, ma comporta seri danni alla salute nonché gravi rischi per la specie Umana, compromettendo la capacità riproduttiva, le capacità neuro-cognitive e la conservazione del genoma.

Nell’ultimo decennio si sono profusi gli appelli da parte della comunità scientifica per l’adozione di limiti di sicurezza più restrittivi. Quelli attuali sono obsoleti perché tengono conto solo del riscaldamento prodotto dal campi elettromagnetici (effetti termici), mentre importanti effetti biologici avvengono anche per esposizioni a campi elettromagnetici deboli, a livelli non termici.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato nel 2011 la radiofrequenza come “possibile cancerogeno per l’Uomo” in Classe 2B e nel 2014 nuove pubblicazioni scientifiche suggeriscono una classificazione maggiore: uno studio italiano propone di considerare la radiofrequenza “probabile cancerogeno per l’Uomo”, uno studio svedese e uno francese propongono la classificazione come “sicuro cancerogeno per l’Uomo”.

Il problema del conflitto di interessi nella ricerca scientifica e nelle agenzie di salute pubblica condiziona pesantemente le conoscenze sui campi elettromagnetici ed è indispensabile selezionare solo gli studi indipendenti per avere delle valutazioni del rischio efficaci.

Con questa lettera aperta, pertanto, i sottoscritti diffidano i membri del Governo dall’attuare il rilassamento degli attuali livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici di radiofrequenza e microonde in quanto la normativa italiana attuale è già adeguata e contemplata alla raccomandazione 1999/519/CE nei Considerando.

Vi invitiamo altresì ad adottare le seguenti misure urgenti:

1. abrogazione immediata dell’Art. 14, comma 8, del “Decreto Sviluppo bis”, al fine di riportare la misurazione dei campi elettromagnetici su una
media di 6 minuti anziché di 24 ore;
2. approvazione di un decreto attuativo della Legge 36/2001 per quanto riguarda i dispositivi mobili con l’adozione degli stessi limiti di esposizione
delle antenne fisse;
3. revisione dei limiti di esposizione per tutte le radiofrequenze e le microonde a 0,6 V/m per i luoghi ove si permanga per più di 4 ore e di 0,2 V/m
come obiettivo di qualità, come promosso dalla Risoluzione 1815 del maggio 2011 dall’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa (punto 8.2.1)
basandosi sulle posizioni dell’ICEMS e di Bioinitiative;
4. eliminazione del fattore di riduzione per le rilevazioni di campo dei radar militari perché le onde radar, essendo radiazioni pulsate, sono più dannose
delle altre radiofrequenze e producono effetti non termici rilevanti;
5. promozione di investimenti pubblici e detassazione per la connettività in fibra ottica e via cavo che è la tecnologia più efficiente e completamente
sicura per la salute;
6. divieto di installazione di reti Wi-Fi negli asili e nelle scuole frequentate da bambini al di sotto dei 16 anni, nei luoghi di cura e negli ospedali, in tutti
i luoghi ove operano professionisti il cui lavoro richiede concentrazione e precisione, come le sale operatorie;
7. divieto di installazione di reti Wi-Fi nei luoghi di cura e negli ospedali, perché la radiofrequenza del Wi-Fi promuove lo stress ossidativo e
interferisce con la vitalità cellulare e con la funzione riproduttiva;
8. Divieto di installazione di reti Wi-Fi in tutti i luoghi ove operano professionisti il cui lavoro richiede concentrazione e precisione, come le sale
operatorie;
9. obbligo da parte delle Agenzie di Salute Pubblica di assumere le proprie valutazioni del rischio per la salute connesse alla radiofrequenza,
selezionando gli studi scientifici indipendenti ed escludendo quelli finanziati dall’industria dell’energia e delle telecomunicazioni o da fondazioni ed
enti no-profit sovvenzionati dalla stessa;
10. obbligo per gli enti locali di adottare piani regolatori degli impianti radioelettrici e di telefonia mobile, attraverso la modifica dell’art. 8, 6°
comma della Legge Quadro 36/2001.

Sono state raccolte 12.794 firme dal 21 febbraio al 10 aprile

e sono state consegnate al primo destinatario il Presidente della Repubblica.

 

scarica la petizione in pdf

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