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Postato on mag 6, 2015 in elettrosmog, salvaguardarsi, urgente | 0 commenti

Wi-fi e cellulari, il conflitto di interessi nella ricerca scientifica

Wi-fi e cellulari, il conflitto di interessi nella ricerca scientifica

GIOVEDÌ 9 APRILE 2015 PRIMA PAGINA REGGIO
di ALESSANDRA FERRETTI

INCHIESTA WIRELESS Dietro i campi elettromagnetici riflessi economici mastodontici
Le compagnie di telefonia mobile ricorrono al mascheramento dei finanziamenti

Insabbiamento dei dati, blocco delle ricerche scientifiche, finanziamenti privati delle ricerche scientifiche tramite fondazioni. Ecco i veri pericoli che si nascondono dietro il wi-fi. Le prove ci sono, tuttavia non trovano quasi mai spazio nemmeno sui giornali.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di scoperchiare in parte questo vaso di Pandora.
Il primo scandalo ha riguardato niente di meno che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Era il 2006 e Michael Repacholi allora era direttore dell’International Commission for non Ionizing Radiation Protection (ICNIRP), costola dell’Inter national Radiation Protection Association (IRPA) e capo del Progetto Campi Elettromagnetici OMS. Come responsabile del «progetto internazionale CEM» dell’OMS sull’elettromagnetismo, convinse l’organizzazione di scienziati ad attenersi ai limiti dell’ICNIRP di 61V/m per le radiofrequenze, basandosi esclusivamente sugli effetti termici ovvero del riscaldamento prodotto dai campi elettromagnetici. Esistono, tuttavia, molti altri effetti biologici anche molto importanti che avvengono per esposizioni molto basse, che non producono alcun riscaldamento (effetti non termici). Nel 2007 un’inchiesta della BBC portò alla luce il fatto che il denaro ricevuto da Repacholi per il suo progetto sui campi elettromagnetici all’OMS provenisse sostanzialmente dalla compagnia Motorola, non direttamente, dato che i privati non possono finanziare l’OMS, ma attraverso un finanziamento perfettamente legittimo all’ospedale di Adelaide in Nuova Zelanda che poi lo faceva giungere alla sede OMS di Ginevra.

Come ci riferisce Francesca Romana Orlando, autrice del saggio «Il cerchio perfetto» che tratta di queste vicende, «mentre era direttore del progetto campi elettromagnetici, Repacholi organizzò diverse conferenze tematiche, invitando in più occasioni ricercatori consulenti dell’industria. Paradossalmente i rapporti prodotti da queste conferenze di fatto non rappresentano dei documenti di posizione ufficiale dell’OMS, perché è scritto che riflettono solo l’opinione dei singoli partecipanti, ma hanno influenzato l’opinione pubblica offrendo una valutazione «ridimensionata» del rischio per la salute». Anche dopo aver abbandonato il suo ruolo all’OMS, Repacholi ha continuato a fare da consulente per l’industria. Nel 2006, come consulente di Connecticut Light and Power Co. (CL&P) and the United Illuminating Co. (UI) avrebbe avuto il compito di dissuadere il Connecticut Siting Council dal restringere i limiti per i campi elettromagnetici.

Altro caso. Il 17 novembre 2011 si è tenuta a Bruxelles una riunione sulla radiofrequenza in previsione del lancio della telefonia mobile di quarta generazione, per studiarne i rischi principali. Organizzatore dell’evento era il Comitato scientifico rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (SCENIHR), ente consultivo della Commissione Europea. Ma i ricercatori invitati da SCENIHR e partecipanti al tavolo di discussione erano membri di Fondazioni finanziate a loro volta da compagnie telefoniche. Quali? La Fondazione Svizzera per la Ricerca sulle Comunicazioni Mobili (FSM), finanziata da Orange, Sunrise e Swisscom; la Mobile Telecommunications and Health Research (MTHR), finanziata dal governo del Regno Unito e dall’industria dei cellulari (Emile Van Deventer, OMS), la Fondazione per la Ricerca sulle Tecnologie Informatiche nella Società con sede a Zurigo, che aveva dietro Alcatel-Lucent, Cisco Systems, Ericsson, GSM Association, Intel Corp., Mitsubishi Electric, Motorola, Nokia, Panasonic, Philips, Samsung, Sunrise, Vodafone. Chi ha riferito al tavolo di Bruxelles? Un esempio su tutti: Kjell Hansson Mild, membro SCENIHR, che ha confermato il controllo della scienza escludendo molti studi appartenenti all’ultima revisione scientifica. Tra questi, anche cinque ricerche sul rapporto tra cellulari e cancro al cervello realizzate dal gruppo di Lennart Hardell. Il quale dimostrava come i telefoni cellulari causino un aumento dei gliomi, il più mortale dei tumori cerebrali, tumori e neuromi acustici sul nervo uditivo.

Il Rapporto SCENIHR ha di fatto escluso studi che dimostrano l’impatto negativo della radiofrequenza e le ripercussioni dell’uso quotidiano di dispositivi wireless, come i danni dello stress ossidativo, sull’apprendimento e deficit di memoria, sulla riduzione della fertilità e sulla morte cellulare in modelli animali. Questi studi, sebbene pubblicati
in riviste scientifiche di eccellenza, sono ad oggi sottovalutati dal rapporto SCENIHR. Un ultimo esempio di ostacolo alla ricerca indipendente lo troviamo a casa nostra. Dove,
nel luglio scorso, il ministero della Salute ha finanziato la realizzazione di un prototipo brevettato di differenziatore di cellule staminali con campi elettromagnetici che avrebbe permesso di curare i danni provocati dall’infarto. La ricerca preliminare su cellule era stata condotta da ricercatori italiani Ispesl, Cnr e Sapienza, che per la prima volta al mondo sono riusciti a differenziare cellule staminali cardiache, prelevate in biopsia dal ventricolo sinistro del cuore di pazienti adulti, tramite un differenziatore cellulare elettromagnetico inventato dagli medesimi ricercatori Ispesl e Cnr e brevettato dagli Istituti.
Fiorenzo Marinelli, biologo molecolare dell’Istituto di genetica molecolare del CNR, tra gli autori della ricerca, ci spiega: «I dirigenti generali dell’Inail, Istituto nazionale
per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, non hanno consentito l’avvio della sperimentazione su animali. Accadde infatti che il direttore generale dell’Inail non accettò
di sottoscrivere la convenzione preliminare all’erogazione dei fondi, sebbene il ministero della Salute li avesse già erogati. Certamente si tratta di una ricerca molto importante e delicata perché l’utilizzo delle onde elettromagnetiche a basse dosi a scopi terapeutici avrebbe dimostrato anche che esistono effetti biologici a livelli non termici, mettendo di fatto in crisi la validità degli attuali limiti di legge. Ancora oggi 8 Aprile 2015 a quasi un anno dal versamento dei fondi per la ricerca dal Ministero della Salute all’INAIL (incassati il 17 Luglio 2014) i fondi per la ricerca non sono stati erogati alle Unità Operative, di cui fa parte anche il premio Nobel Luc Montagnier». Come ci riferisce Orlando, «per denunciare l’accaduto, Livio Giuliani, dirigente di Ricerca e direttore di dipartimento ex-Ispesl (oggi Inail), il 20 gennaio 2015 scrisse un dettagliato articolo su Il Sole 24 Ore, dove denunciava la perdita del brevetto e i ritardi della ricerca. Oggi Giuliani sta rischiando il licenziamento. A peggiorare la sua situazione, anche un’operazione d’urgenza alle coronarie,
a quanto pare causata dallo stress per gli ostacoli che la sua ricerca ha subito negli ultimi mesi e per la minaccia della perdita del lavoro». Ecco i veri rischi dei dispositivi cellulari e wireless: ostacoli alla ricerca indipendente e conflitto d’interessi.
In questo caso, purtroppo, i fatti sono «certi».

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