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Postato on nov 6, 2015 in elettrosmog, Italia, manifestazioni | 3 commenti

Antenna vicino alle scuole, sale la protesta

Antenna vicino alle scuole, sale la protesta

Fonte: ilcentro.geolocal.it

Manifestazione al Parco Paglia sotto il traliccio della Wind: «Nessuno della zona è stato informato»

CHIETI. «Il ripetitore va smantellato subito perché si trova a due passi da asili nido e scuole. Il Comune faccia qualcosa». Ripetitore della Wind installato sabato scorso all’interno del complesso artigianale Parco Paglia: esplode la rabbia di chi lavora nel sito e dell’Istituto comprensivo 4, diretto dal professor Ettore D’Orazio. Un drappello di lavoratori e di docenti, ieri mattina, ha protestato sotto l’antenna. Intanto gli avvocati Francesco Paolo Febbo e Vittorio Supino hanno depositato un ricorso al Tar, firmato da tredici aziende che operano nel Parco Paglia, per bloccare l’accensione del ripetitore Wind alto 27 metri.
«L’antenna», spiega Febbo, «è stata realizzata senza informare i soggetti interessati dagli effetti di un’opera così impattante. Inoltre non c’è un parere della Asl in merito dal momento che il Comune non ha un regolamento che disciplini la materia». Questo perché l’ente, hanno precisato il Condominio Parco Paglia dell’amministratore Raffaele Pietrangelo e l’Istituto comprensivo 4, non ha ancora redatto il programma annuale delle installazioni fisse previsto, di contro, dall’articolo 11 della legge regionale numero 45. «Un regolamento fondamentale», precisa l’avvocato Febbo, «per mettere i paletti al proliferare indiscriminato di ripetitori di telefonia». Che già abbondano, nel raggio di pochi metri, nella vallata. Adesso è arrivata l’ennesima antenna spenta perché priva dell’allaccio Enel.
Le insegnanti dell’Istituto comprensivo 4, accorse al presidio di protesta, si dicono preoccupate. «Nei pressi del ripetitore ci sono sei plessi scolastici con oltre 600 bambini dai 3 ai 10 anni, e di sicuro», afferma Gabriella Scarinci, docente del Villaggio Celdit, «non siamo affatto tranquille». Dello stesso avviso Mariacristina Melideo, altra docente del Villaggio Celdit, mentre Mariantonietta Ciarciaglini, insegnante del plesso di via Bosio, aggiunge: «Dopo aver combattuto per anni la pericolosità delle polveri rilasciate dall’ex cartiera», dice la docente, «non è giusto subire anche un inquinamento elettromagnetico di questa portata». I manifestanti hanno incassato la solidarietà del consigliere del Pd Luigi Febo. Il sindaco, invece, ha garantito che verificherà l’iter procedurale del ripetitore. (j.o.)

 

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3 Commenti

  1. La connotazione in termini di altezza in metri dell’antenna di telefonia (“ripetitore Wind alto 27 metri”) è fuori luogo e fuorviante. Visto che parlate di elettrosmog, ovvero di energia raggiante che inquina l’ambiente, la connotazione corretta deve essere espressa in termini di impatto elettromagnetico della sorgente. Come? L’indicatore corretto da usare per connotarla è l’EIRP (https://it.wikipedia.org/wiki/EIRP) ed è dato dal prodotto dalla potenza con cui è alimentata per il guadagno dell’antenna (un fattore che dipende dalla sua geometria). Quindi, prendete i dati dell’impianto, moltiplicate i due fattori, e dite “ripetitore Wind con EIRP da 8000 W”, piuttosto che “ripetitore Wind da 500 W”. E’ bene ribadire che l’altezza dell’antenna è un fattore molto importante, ma non in senso negativo, anzi in generale più la sorgente RF è posta in alto, a parità di altri fattori, e minore è l’impatto nei riguardi dei luoghi circostanti. Se vi serve aiuto a estrarre l’EIRP avete la mia email.

  2. Quanti di coloro che protestano sono disposti a rinunciare all’uso del loro terminale cellulare per la fonia e i dati? L’installazione di nuovi ripetitori e il potenziamento degli esistenti avviene proprio per la domanda di traffico telefonico in fortissimo aumento, inclusa quella proveniente da (quasi) tutti coloro che frequentano le scuole. Un po’ di coerenza e di onestà intellettuale a livello di collettività non guasterebbe.

    • Buonasera Ingegnere, La ringraziamo per la buona volontà di trasmettere corrette informazioni attraverso cui è possibile inquadrare l'”elettrosmog” e anche rendersi edotti su quali siano le ragioni tecniche e scientifiche che spiegano l'”impatto elettromagnetico”, l'”inquinamento”, ma soprattutto sulle ragioni di tipo sociale, dei comportamenti e delle abitudini che generano il problema, il disinteresse o addirittura la scelta di ignorare questa realtà. Si dovrebbe insegnare ai genitori ad avere un giusto rapporto con i cellulari in modo da far comprendere ai bambini, fin da piccolissimi, che l’uso di tali apparecchi dovrebbe riguardare solo le chiamate relative alle urgenze, così come suggerisce Fiorenzo Marinelli (Istituto di genetica molecolare – CNR Bologna – http://www.antennasiantennano.info/2015/02/il-cellulare-e-uno-strumento-prezioso-che-dovrebbe-essere-usato-solo-per-lemergenza-e-non-per-la-normale-comunicazione/), ma sappiamo bene che oggi il “mondo virtuale” occupa una parte preponderante nella vita persino dei più piccoli. La ringraziamo per la sua disponibilità che cercheremo di mettere a conoscenza soprattutto del personale delle scuole e dell’organo di stampa che riferisce dell’accaduto

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