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Postato on nov 5, 2015 in elettrosmog, Italia, salvaguardarsi | 0 commenti

ROMA: IL REGOLAMENTO PER GLI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE RISCHIA LO STOP

ROMA: IL REGOLAMENTO PER GLI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE RISCHIA LO STOP

Fonte: www.wilditaly.net

di Giuseppe Teodoro

Roma, dopo oltre 15 anni di far west nel settore delle comunicazioni elettroniche, effetto di quell’abnorme fenomeno definito “Antenna Selvaggia”, si è recentemente dotata di uno strumento per gestire la localizzazione di antenne, tralicci e torri di telecomunicazione nel territorio urbano, con l’avvenuta approvazione in Assemblea comunale nel maggio scorso, dopo lungo e articolato dibattito, di una delibera che introduce un Regolamento ad hoc.P9260181

Tale strumento, essenzialmente urbanistico, consente agli amministratori capitolini non più di subire l’invasione di migliaia di impianti, funzionali ai servizi di comunicazione mobile, ma di disciplinare la collocazione di tali infrastrutture, tenendo conto delle criticità esistenti nel tessuto urbano, ora rivolte alla tutela della salute delle fasce sensibili della popolazione (bambini e anziani), ora alla difesa del patrimonio ambientale, artistico ed archeologico, di cui Roma è orgogliosamente dotata.

Questa impostazione non è il risultato di un mero capriccio dell’amministratore capitolino, ma il recepimento di precise indicazioni normative dettate dal legislatore nazionale, a cui tanti comuni sparsi nella Penisola si sono negli anni via via adeguati.

Roma, appunto, dopo una latitanza durata oltre un quindicennio, ha provato a ristabilire le condizioni di un decoroso approccio al fenomeno, con la Delibera n° 26 del 14 maggio 2015.

Tuttavia, il Regolamento, affinché possa diventare operativo a tutti gli effetti, necessita di un Piano di localizzazione settoriale, ovvero di uno strumento urbanistico che definisca la mappa delle aree ritenute idonee o inibite alla collocazione degli impianti di telefonia mobile, sulla base delle norme introdotte dal Regolamento.

Oggi, questo importante percorso esecutivo rischia di essere vanificato dagli effetti della recente crisi politica, che ha determinato le dimissioni della Giunta e dell’Assemblea capitolina, col conseguente stallo di tutte le attività amministrative collegate.

Il commissariamento di Roma Capitale, di per sé, rappresenta un episodio grave ed inedito per questa città e cade proprio in un momento delicato della sua storia, alle porte di un evento carico di significati, come il Giubileo straordinario annunciato da Papa Francesco.

Sarebbe altrettanto grave se il nuovo Commissario prefettizio e la sua squadra, preposti a traghettare Roma verso nuove elezioni, decidessero di vanificare gli effetti operativi del Regolamento.

Lo sarebbe ancor più quando milioni di pellegrini, attraversando la nostra città, dovessero trovarsi a fare i conti con la presenza invasiva e fuori controllo di ulteriori impianti di telefonia mobile, la cui collocazione non potrebbe, ai sensi del Regolamento, trovare spazio in ogni ambito territoriale.

E, come se non bastasse, gli operatori telefonici hanno presentato ricorso al Tar Lazio, denunciando una serie di presunte illegittimità a cui il Regolamento varato dal Comune andrebbe incontro.

AULA_GIULIO_CESARE_romaA dire il vero, si tratta, per lo più, di asserite violazioni che non inficiano la sostanza del Regolamento. Ne è testimonianza il fatto che, attraverso l’impugnazione, i gestori telefonici non hanno chiesto, come normalmente accade, di accedere alla cosiddetta “sospensiva”, ovvero ottenere dal giudice amministrativo un provvedimento immediato di cessazione degli effetti amministrativi del Regolamento, in attesa della pronuncia nel merito.

Questo importante elemento rappresenta un punto di forza per l’Avvocatura comunale, preposta a difendere il Regolamento in sede giurisdizionale, ma soprattutto dimostra la validità dei contenuti del testo regolamentare, quale risultato delle migliori energie espresse per la composizione della delibera.

Ora non resta che attendere gli esiti del giudizio amministrativo, che si affacceranno non prima dell’anno nuovo e, soprattutto, auspicare che il Commissario prefettizio, appena nominato, dia prontamente seguito alla predisposizione del Piano Regolatore delle Antenne, di cui Roma Capitale ha urgentemente bisogno.

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