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Postato on feb 8, 2016 in salvaguardarsi, vittorie | 0 commenti

“Sì alle reti cablate. No al wi-fi nelle scuole”, il Codacons aderisce all’iniziativa del comitato “Lecce via cavo”

“Sì alle reti cablate. No al wi-fi nelle scuole”, il Codacons aderisce all’iniziativa del comitato “Lecce via cavo”

Fonte: www.ilpaesenuovo.it

LECCE – Il Codacons di Lecce aderisce all’iniziativa del comitato “Lecce via cavo”, che ha depositato nelle scorse ore la richiesta di disattivazione o non installazione di reti wireless nelle scuole o su edifici scolastici. Richiesta che è stata inviata al Comune di Lecce, alla Provincia, al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e ai dirigenti di tutte le scuole del leccese.

Come si legge nel comunicato firmato dal Comitato “la letteratura scientifica evidenzia gli effetti nocivi per la salute umana legati alle esposizioni alle RF-CEM (radiofrequenze-campi elettromagnetici) emessi dai dispositivi per la telecomunicazione (wifi, tablet, antenne per la telefonia, ripetitori, cellulari, ecc.).

Si tratta di effetti biologici che si verificano per esposizioni notevolmente inferiori ai valori limite di legge. I sintomi più comuni sono: mal di testa, insonnia, difficoltà di concentrazione, stanchezza, perdita di memoria, ritardi nell’apprendimento ed iperattività (bambini), depressione, tinnito, nausea e vomito, aumento della pressione arteriosa. Tutti sintomi che, per la loro aspecificità, spesso non vengono riconosciuti come probabilmente derivanti dall’esposizione alle RF-CEM”.

I bambini, gli adolescenti, le donne incinte, gli anziani e tutti quei soggetti con preesistenti problemi di salute sarebbero particolarmente vulnerabili.

“A sostegno della richiesta, basata comunque sul Principio di precauzione sancito dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento Europeo, il comitato “Lecce via cavo” riporta numerose decisioni politiche che potranno apparire in controtendenza rispetto al dilagare del wireless, soprattutto nelle scuole. Si va dalla recente legge francese (febbraio 2015), che vieta il wifi negli asili nido e nelle scuole materne e ne limita fortemente l’uso nelle scuole primarie e medie (dove è consentita l’accensione soltanto nei momenti di effettivo utilizzo, dopo il quale i dispositivi devono essere disattivati), alle mozioni della provincia di Bolzano e della regione Piemonte, che impegnano le rispettive giunte a sostituire gli impianti esistenti con impianti a minor emissione (in pratica, cablati)”.

Il Comitato chiede quindi che siano intraprese tutte le misure per ridurre l’esposizione alle RF-CEM “prestando particolare attenzione ai bambini ed ai giovani e che sia convocato urgentemente un tavolo di confronto per discutere i necessari e urgenti provvedimenti da adottare in merito”.

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